la penisola delle Eccellenze

Umberto Bianchini è nato a Firenze l’8 ottobre 1934, dove ha risieduto e lavorato. Dopo gli studi superiori ha iniziato l’attività di grafico pubblicitario e si è avvicinato al mondo dell’arte studiando la pittura, con particolare interesse per il postimpressionismo e per i ritrattisti toscani, specialmente per l’opera di Boldini. Ha frequentato gli studi di Enzo Pregno e di Guido Borgianni al quale si è legato di amicizia. Il suo tema preferito è la figura umana, soprattutto quella femminile trattata con grande delicatezza e morbidezza cromatica. Innumerevoli le mostre personali e collettive e le manifestazioni a cui ha partecipato raccogliendo consensi di critica e pubblico oltre al conseguimento di vari premi. Ha inoltre partecipato a un invito a numerose Collettive e rassegne internazionali. Sue opere si trovano nelle collezioni private e in importanti raccolte pubbliche.

Due sue opere sono state acquistate dalla Presidenza dei Consiglio dei Ministri e dal Ministero per il Turismo e lo Spettacolo. Un suo dipinto è esposto al Museo Nazionale di Cracovia (Polonia). Il tema prediletto dall’artista è la figura umana, soprattutto quella femminile, colta nella naturalezza della quotidianità, o che troviamo spesso accanto ad un balcone aperto sullo sfondo di un’architettura fiorentina o qualche volta veneziana, oppure davanti alla finestra da cui si intravede un ameno giardino che riecheggia la pittura quattrocentesca, immerso in una luce albeggiante, cristallina, che avvolgerà, che dilata lo spazio e diviene proiezione interiore. Il pensiero e l’attesa dominano quelle figure di donna, trattate con tocco delicato e leggero, con i capelli scomposti, o vestite elegantemente in un giorno di festa. Inconfondibili le composizioni di volti, dei quali l’artista non ricerca una precisa fisionomia, bensì un’identità interiore, espressione del vissuto e del presente, con le gioie, i turbamenti, le contraddizioni, ma le sue incertezze …

Quelle che Bianchini sa creare sono atmosfere ovattate, dove la trama disegnata, sempre presente, è in funzione degli effetti luministici e cromatici. Il colore, soffice e vaporoso, modulato su tonalità tenui e sfumate, svolge un ruolo “scultoreo”, accarezza la figura, la modella, cattura le vibrazioni dell’aria, quasi fosse gonfiato da un soffio di vento che lo rende leggero e impalpabile una nuvola. Un vento lieve che sembra sfogliare le pagine della vita, soffermandosi sui capitoli più densi di ricordi, di affetti, di commozione… Composizioni armoniose come melodie, fatte di sottili e ben studiati equilibri, di pause e di silenzi, di note di intimità appena sussurrate e di respiri segreti… Giocattoli, specialmente bambole di porcellana e Pinocchio di legno sono spesso presenti nella sua pittura, testimonianze del trascorrere inesorabile del tempo, metafore della felicità e dell’innocenza dell’infanzia, irrimediabilmente perdute. Memorie replicate, accantonate, dimenticate, ma sempre destinate a tornare vive e presenti. Basta sentirle dentro. Basta avere voglia di continuare a giocare e a sognare… L’assoluta padronanza tecnica, affiancata da una sensibilità davvero non comune, consentire all’artista un’indagine a tutto campo su ogni aspetto dell’esistenza e soprattutto uno scandaglio della memoria, dei sentimenti, degli stati d’animo. Una ricerca meditata che non conosce sosta, come un diario pieno di annotazioni, di pensieri, di desideri, di riflessioni