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Verdicchio Castelli di Jesi: una garanzia nel mondo vitivinicolo marchigiano

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Il Verdicchio dei Castelli di Jesi viene prodotto dalle uve omonime, di verdicchio bianco, autoctone del territorio delle Marche e in particolar modo di quell’area collinare compresa tra la provincia di Ancona e Macerata, dove scorre il fiume Esino e possiamo ammirare un paesaggio costellato da cittadine fortificate.

L’area di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Quando si parla di Verdicchio Classico si fa invece riferimento a un’area di produzione più ristretta che va a definire il luogo storico di coltivazione eletta di queste uve, in grado di offrire un prodotto con delle caratteristiche organolettiche specifiche, percepibili in maniera ancora più intensa rispetto a quelle riconoscibili normalmente negli altri verdicchi non classici.

Dalle uve Verdicchio si ricava un vino dalle grande potenzialità organolettiche: un vino dai netti profumi fruttati, di pesca bianca, mela e agrumi, floreali e vegetali, di biancospino e salvia, sicuramente intensi e piacevoli, con delle leggere sfumature di mandorla e frutta secca.

Il verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino bianco caratterizzato da sapidità e freschezza mai eccessive, con un’ottima persistenza all’assaggio e una buona morbidezza.

Un vino che può essere degustato fin da giovane, magari anche in una versione spumantizzata, ma che mostra il meglio di sé soprattutto quando viene affinato più a lungo, dando vita ad un prodotto di grande intensità gusto-olfattiva.

Parlando della famiglia del vino Verdicchio è bene delineare tutti i diversi prodotti che rientrano in questa categoria.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è diverso dal Verdicchio di Matelica e di quest’ultimo mi riservo di parlare più in là (quando avrò terminato le mie prove d’assaggio).

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi viene prodotto e commercializzato in diverse opzioni, tra cui è bene sapersi orientare:

– Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico – da uve coltivate nelle più antica zona di produzione che esclude i comuni di Senigallia e Ostra e l’area posta alla sinistra del fiume Misa.

– Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva (una DOCG) – affinato più a lungo, anche in legno, per un periodo di almeno 18 mesi, di cui 6 in bottiglia.

– Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore – con un tenore alcolico maggiore.

Poi è facilissimo e fortunoso imbattersi nel Verdicchio di Jesi Classico anche nelle versioni Superiore e Riserva.

Sebbene le caratteristiche principali del prodotto siano di base le stesse, a seconda della versione si possono constatare alcune differenze che ci possono aiutare nell’abbinamento se, ovviamente, le conosciamo.

Ad esempio un Verdicchio di Jesi Classico in versione superiore ci aiuterà, con la sua maggiore gradazione, ad accompagnare piatti con maggiore succulenza e un po’ di untuosità.

Invece un Verdicchio di Jesi Classico in versione riserva ci potrà servire per accompagnare piatti strutturati, ricchi di sapori e aromi.

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