Large rectangular blocks of white Carrara marble

Viaggio indimenticabile nei bacini marmiferi di Carrara

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Il marmo in Italia è arte, il marmo è edilizia, il marmo è economia: soprattutto è storia di un territorio straordinario. Carrara, cuore della Toscana, poggia la sua economia sui meraviglioso bacini di Colonnata, Torano e Fantiscritti: stiamo parlando dei punti cardine dove sorgono i bacini marmiferi ma soprattutto dove il genio italiano ha anche creato un percorso culturale, con la nascita di poli museali veri e propri legati alle bellezze con cui il marmo può prendere forma. Siamo nelle Alpi Apuane, questi sono i monti del marmo, i più famosi al mondo, siamo a Carrara: è questo il tesoro inestimabile di un territorio che grazie a questo dono della natura ha elevato all’ennesima potenza la sua immagine nel mondo. Il turista, lol studioso, l’appassionato, il geologo, il curioso, qui trova “pane per i suoi denti”, emozioni pure: perché il marmo allo stato grezzo, purissimo, lo puoi toccare con mano. Ed è forse un caso che geni universali della scultura come Canova e Michelangelo avessero scelto il marmo italiano come loro prodotto di punta? Se fai tappa a Carrara puoi visitare i bacini marmiferi e assistere al lavoro dell’estrazione che comincia da zero. Ma non potrai fare a meno di visitare le ricche collezioni museali che offrono al visitatore un’immagine completa del più affascinante patrimonio locale. Oggetti, sculture e materiali didattici che danno voce e parola alla millenaria cultura del marmo, utilizzando le nuove tecnologie audio-visive ed informatiche. Indimenticabile ed unica la visita ai tre bacini marmiferi delle cave di marmo di Torano, Fantiscritti e Colonnata. Lungo il tracciato della ex Ferrovia Marmifera, i visitatori compiono uno spettacolare viaggio, passando sui ponti di Vara e all’interno delle suggestive gallerie scavate nella roccia, alla scoperta delle cave, da cui già in epoca pre-romanica si estraeva il marmo bianco di Carrara. Dall’età imperiale fino alla metà del XX secolo, quando furono costruite le prime strade di arroccamento, i blocchi erano trasportati a valle con il pericoloso metodo della lizzatura: il marmo arrivava al porto di Luni percorrendo la via Carraia sopra carri trainati dai buoi (una rievocazione storica della lizzatura viene effettuata nel mese di agosto).

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